Quando New Balance ha portato da NOIRFONCE tre nuove versioni della 1890, non volevamo fotografarle noi. Volevamo vedere cosa sarebbe successo affidandole a persone di cui ci fidiamo dello sguardo, per poi farci da parte. Così abbiamo coinvolto quattro fotografi, soaptwo, Adriandglez, Souloner e Rocío Aguirre, e abbiamo dato a ciascuno lo stesso semplice kit e lo stesso brief aperto.
Le scarpe erano la 1890 White, la 1890 Black e la 1890 Slate Grey. Tutte e tre poggiano sull'unità suola ABZORB ripresa dalla 2002, con mesh, suede e sovrapposizioni sintetiche bordate in argento metallizzato. Colorway sobrie su una scarpa le cui linee fanno quasi tutto il lavoro: il punto di partenza ideale per quattro modi di guardare molto diversi.
Questo è il primo di due articoli. Qui condividiamo un primo sguardo a ciò che hanno realizzato i fotografi e la domanda che il progetto ci ha lasciato. Nella parte 2 vi porteremo dentro Gallery Noir, la serata di lancio in cui abbiamo mostrato l'intero lavoro.
Il brief
Ogni fotografo ha ricevuto tre paia di scarpe e tre rullini di pellicola analogica, con un'unica indicazione: fotografare le sneakers a modo suo. Nessun moodboard, nessuna lista di scatti, nessuna angolazione prodotto da spuntare.
La pellicola è stata una scelta deliberata. Tre rullini significano un numero limitato di fotogrammi, e ognuno va deciso prima di scattare. Nessuno schermo per controllare, nessun secondo scatto gratuito: ogni fotografo ha dovuto impegnarsi presto su un'idea e conviverci fino al ritorno dei rullini dal laboratorio. Per una scarpa da running pensata per comfort e velocità, rallentare al ritmo di una macchina analogica ci è sembrata la giusta contraddizione.
Quattro modi di guardare
I risultati sono incredibili e non vediamo l'ora di mostrarvi tutto. La serie completa, e il libro che la raccoglie, appartengono a Gallery Noir; per ora, ecco un primo sguardo al capitolo di ciascun fotografo.
Rocío Aguirre (@rocioaguirrev) ha ricevuto tre paia di sneakers ed è tornata con qualcosa di più simile a un diario. Pensato come l'editoriale della sua estate, il suo capitolo tratta le sneakers non tanto come soggetto quanto come personaggi ricorrenti, indossate nella stessa luce, sulla stessa pelle e negli stessi giorni senza fretta che compongono una stagione. L'istinto moda è inconfondibile: styling, colore e inquadratura sono quelli di chi veste sé stessa, non un prodotto. Sotto questa leggerezza c'è la domanda attorno a cui tutto il libro continua a girare: quanto di un'estate si può ancora inventare a partire da tre punti fissi? Nel capitolo di Rocío, la risposta è: quasi tutto.

Adrián (@adriandglez) firma il capitolo più silenzioso del libro, ed è proprio questa misura il punto. Quella che era nata come un'idea più grande è stata ridotta all'essenziale: la sneaker stessa, posata su materiali naturali e ammorbidita da una luce che nasce solo lavorando con l'ambiente e non contro di esso. Pietra, legno, pelle e foglie mettono la qualità premium della scarpa in dialogo con texture che non devono nulla a uno studio. Il risultato: meno immagini, più attenzione, e il promemoria che a volte è proprio il limite ad affinare il lavoro.

Souloner (@souloneryounger) si è dato una regola con tanto di motore. Ha fotografato le sneakers dentro la sua auto, un progetto di restauro anni '90 a cui ha chiaramente dedicato la stessa attenzione che riserva a tutto ciò che fotografa. Il risultato sembra meno una storia di prodotto e più una conversazione tra due oggetti nati dallo stesso istinto, dove nulla è affrettato, nulla sembra sintetico e sono i materiali a parlare. Pelle con pelle, cucitura con cucitura, a oltre trent'anni di distanza, eppure parlano la stessa lingua. Il brief gli ha dato tre paia di scarpe; lui ha messo lo spazio in cui si sarebbero sentite più a casa.

soaptwo (@soaptwo) è andato dritto alla materia. Nessuna scena, nessuna narrazione: solo la sneaker scomposta in superfici, texture e spigoli, fotografata al naturale e messa a confronto con sé stessa per contrasto. Suede accanto alla pelle, opaco contro lucido, ombra tagliata netta contro la luce. È la risposta più letterale del libro alla domanda con cui si apre il manifesto: cosa resta da dire quando togli tutto tranne l'oggetto e il suo opposto? Ridotte alla loro forma più cruda, le tre paia diventano, sorprendentemente, più espressive.

Quello che ci ha colpito all'arrivo delle scansioni è quanto poco abbiano in comune le quattro serie, pur essendo partite esattamente dalle stesse tre paia e dalla stessa quantità di pellicola.
La libertà creativa esiste davvero?
Il progetto ha aperto una conversazione che non ci aspettavamo e che abbiamo trovato affascinante. Sulla carta abbiamo dato ai fotografi libertà totale, ma ognuno di loro lavorava comunque dentro una cornice: tre paia di un modello preciso, un numero fisso di pose, un marchio sulla linguetta e un negozio che alla fine avrebbe esposto il lavoro. La libertà con un prodotto nell'inquadratura non è mai del tutto la stessa che davanti a una pagina bianca.
Eppure i limiti sembrano aver affinato il lavoro invece di appiattirlo. Con così pochi fotogrammi nessuno poteva fotografare tutto, quindi ciascuno ha dovuto decidere cosa significasse per lui la scarpa prima di decidere come illuminarla. I vincoli non hanno detto loro cosa fare, ma li hanno costretti a scegliere, ed è nelle scelte che emerge la loro personalità.
Forse la libertà creativa non è mai stata l'assenza di regole. Forse è lo spazio che una persona si ritaglia al loro interno, e la cosa più onesta che un brief possa fare è rendere quello spazio il più ampio possibile e poi fidarsi di chi lo abita. Non abbiamo una risposta definitiva, e preferiamo continuare a porci la domanda insieme ai fotografi stessi a Gallery Noir.
Prossimamente: Gallery Noir
Questa è solo un'anteprima, e la serie completa merita più spazio di quanto possa offrirle un articolo di blog.
Nella parte 2 vi porteremo nel nostro recap della serata all'Espacio Amen, a Malasaña (se non riuscite a esserci, ovviamente), che per una notte trasformeremo in Gallery Noir per mostrare il lavoro completo di ogni fotografo. Per ora, date un'occhiata ad alcuni scatti qui sotto e al flyer del nostro prossimo evento:
Le New Balance 1890 White, Black e Slate Grey sono già disponibili da NOIRFONCE, online e in negozio. Se vi interessa il modo in cui i fotografi pensano gli oggetti, leggete il nostro articolo su Doubts di Paolo Roversi alla Fondazione MOP.