Per quattro giorni ad agosto, Vigo diventa qualcosa di leggermente diverso. Spiagge, strade e piazze della città si trasformano in un enorme punto d'incontro per skateboard, BMX, MTB, breaking, basket, musica e tutto ciò che vive ai margini dello sport tradizionale.
Giunto alla 26ª edizione, O Marisquiño è diventato uno dei più importanti raduni europei di action sports e cultura urbana, riunendo circa 1.500 rider da oltre 30 paesi insieme ad artisti, musicisti e decine di migliaia di spettatori.
Ciò che rende Marisquiño interessante è il modo in cui è rimasto legato alla cultura che lo ha creato pur crescendo fino a diventare qualcosa di molto più grande. Samil ne diventa il baricentro, mentre Vigo stessa entra a far parte dell'evento, soprattutto con la discesa MTB Downtown che porta i rider da O Castro fino ad A Laxe, trasformando la città in un percorso anziché in un semplice sfondo.
E poi ci sono le persone che sono in giro da abbastanza tempo per capire esattamente cosa significhi tutto questo.
Una di loro è, senza dubbio, Dave Duncan.
Per chiunque sia cresciuto con lo skateboard, la sua presenza a Marisquiño ha un grande significato. Duncan ha iniziato a skateare da bambino nella California del Sud alla fine degli anni Sessanta, ha vissuto le prime generazioni della scena skate californiana, è diventato professionista e ha lavorato accanto a nomi come Tony Alva prima di dedicarsi alla costruzione di percorsi, al giudizio di gara, all'organizzazione di eventi e al commento. È poi diventato una delle voci simbolo della World Cup Skateboarding, ruolo che ricopre da decenni.

Il suo legame con Vigo risale a ancora prima. Duncan è arrivato per la prima volta a Marisquiño nel 2014 come speaker della World Cup Skateboarding e da allora è tornato ogni anno, diventando parte del festival quasi quanto le rampe stesse.

Vedere qualcuno la cui carriera scorre parallela a gran parte della storia dello skateboard accanto a una nuova generazione di rider è uno di quei dettagli che rendono Marisquiño diverso. La cultura non scompare crescendo. Si tramanda.
Sull'iconica Miniramp di Samil, Danny León è tornato ancora una volta sul gradino più alto. Lo skater olimpico ha conquistato l'ottava vittoria nella disciplina, portando a uno straordinario 10 il totale dei suoi titoli a Marisquiño. Nella run finale vincente ha letteralmente fluttuato sulla rampa con quel controllo che ne ha fatto una delle figure di riferimento dello skate spagnolo. L'olandese Jason Lijnzaat si è piazzato secondo, il giapponese Sota Tsuji terzo.
Ma il weekend di León non si è limitato alla competizione ufficiale.
Insieme alla sua Piranha Skate Company, ha organizzato la prima edizione della Piranha Ñam Session, una Vert Jam aperta incentrata su attitudine, creatività e legame tra rider e pubblico piuttosto che su una classifica convenzionale. Sono stati distribuiti 1.000 € di montepremi e attrezzatura tecnica, trasformando la session in qualcosa di più simile a una celebrazione dello skateboard che a una gara.


Nel BMX, il padrone di casa Saúl Vilar ha vinto il titolo Pro Street, mentre il colombiano Juan Caicedo si è imposto nel Pro Park maschile e la francese Lera Liubimova nella categoria femminile. Il giovane portoghese Pascal Teixeira e Valentina Krauel hanno conquistato i titoli Street maschile e femminile, mentre Sietse Van Berkel ha bissato la vittoria nel BMX Flatland.

La rampa Big Air di Samil ha regalato uno degli spettacoli più impressionanti del weekend. I rider si sono lanciati a oltre 10 metri d'altezza, combinando backflip, rotazioni e varianti sempre più complesse in un format costruito attorno a un'unica domanda: chi riesce a fare qualcosa che nessuno ha mai fatto? Tra i nomi in gara c'era il neozelandese Jed Mildon, uno dei rider BMX più titolati della storia della disciplina, insieme agli spagnoli Bienvenido Aguado, Alejandro Alcojor e Carolo Dirt.




Adrien Loron ha vinto ancora una volta il MTB Downtown, lanciandosi per 1.135 metri in discesa da O Castro verso A Laxe, mentre la cilena Fernanda Gildemeister ha conquistato il titolo femminile. Il percorso è una delle idee più originali di Marisquiño: prendere una disciplina normalmente associata a montagne e sentieri e portarla dritta nel cuore di Vigo.
Lo stesso spirito ha attraversato il resto del programma. Poema de Mar ha vinto il FIBA 3x3 Lite Quest maschile, 3G Valladolid il titolo femminile, e l'evento ha incluso anche breaking, skateboard e BMX adattivi e competizioni di FMX e DJ.
Perché la musica è diventata importante per l'identità di Marisquiño tanto quanto gli sport.
Quest'anno oltre 40 artisti si sono esibiti su quattro palchi, con un programma che spaziava tra rap, trap, pop, reggae, dub, musica elettronica e sonorità di Galizia e Portogallo. L0rna, El Virtual e Fresquito y Mango erano tra gli headliner, affiancati da artisti e progetti come VVV (Trippin' You), Nusar3000, Rebeliom do Inframundo, High Paw, Lidia India e Luv Messenger Sound.
Il festival ha ospitato anche la finale iberica del DMC, portando a Vigo alcuni dei migliori DJ di Spagna e Portogallo per una competizione profondamente radicata nella storia della cultura hip-hop e del turntablism.
Domenica sera, Samil era diventata ciò che Marisquiño sa fare meglio: un po' gara, un po' concerto, un po' skatepark, un po' beach party e un po' incontro culturale. I confini tra le discipline diventano difficili da distinguere, ed è probabilmente proprio questo il punto.
Vigo gli ha dato lo scenario, ma dopo 26 edizioni Marisquiño è diventato anche parte dell'identità della città.
Un enorme grazie a Pity, Andrés e a tutto il team di Marisquiño per l'incredibile ospitalità e l'affetto. Che weekend incredibile, grazie per averci accolto.


